Un sistema di telemedicina per assistere pazienti cronici: il caso del Centro Cardiologico Monzino


Grazie alla collaborazione con il Centro Cardiologico Monzino di Milano, abbiamo conosciuto una realtà che è davvero un’eccellenza nel settore della Telemedicina: il prof. Gianluca Polvani, responsabile di telemedicina cardiovascolare del Centro, è uno dei pionieri nella sperimentazione di tecnologie di telemonitoraggio dei pazienti cardiopatici.

La testimonianza del Prof.Polvani, responsabile Telemedicina

“Abbiamo scelto I-Tel come partner tecnologico per ottimizzare, da subito e in tempi brevi, vari processi del servizio di Telemedicina.

Grazie alla collaborazione con I-Tel, oggi il mio staff garantisce h24, 365 giorni l’anno, l’assistenza necessaria ai nostri pazienti in multicanalità.

Ovunque sia l’operatore, anche se reperibile da casa, gestisce le varie attività tramite accesso in tempo reale alla scheda del paziente. Come se operasse all’interno della nostra struttura.

In questo modo il paziente si sente costantemente seguito e al tempo stesso più garantito, potendo contare su figure che conoscono bene il suo percorso.

Soddisfatta questa esigenza primaria e grazie al confronto con I-Tel, abbiamo identificato varie aree di intervento con l’attivazione di altre funzionalità: tracciabilità dati clinici, monitoraggio delle abitudini paziente e posologia, implementabili sulla medesima piattaforma di sanità digitale e telemedicina Sm@rtHealth e facilmente gestite.

Sempre con l’obiettivo di rendere i processi ancora più semplici ed efficaci ottimizzando i costi, sia in termini economici sia di capitale umano coinvolto.”

Su iniziativa del Prof. Polvani, il centro ha istituito una centrale operativa di monitoraggio assistiti attiva h24 che ha permesso di ridurre:

  • dell’80% l’accesso al pronto soccorso dei propri assistiti
  • del 30% la durata di ospedalizzazione

Grazie a questo tipo di assistenza i pazienti cardiopatici gestiti in CReG riducono gli accessi in pronto soccorso e i ricoveri, determinando una riduzione nell’erogazione di prestazioni inappropriate.

Nello specifico il prof. Polvani dichiara:
le modalità di gestione del paziente al domicilio, coadiuvate dai differenti device in uso in telemedicina, ci hanno permesso di gestire a domicilio il 91% dei pazienti con complicanze non cardiache e il 74% di quelli con complicanze cardiache. Questa ottima gestione da remoto ha determinato un tasso di reospedalizzazione inferiore al 10% dell’intera popolazione trattata”.

L’infrastruttura tecnologica del reparto di Telemedicina

Il reparto di telemedicina è strutturato con un contact center con personale specializzato che riceve richieste di informazioni, fornisce informazioni, aiuta a far rispettare il piano di cura da parte del paziente, ricorda i controlli indicati dal medico curante, effettua attività di monitoraggio in ECG con visualizzazione dello stesso via internet, effettua tele-consulto in connessione video con un qualsiasi dispositivo con telecamera (PC, tablet, smartphone, ecc.).

Tutto questo utilizzando una infrastruttura VoIP che permette di rintracciare il personale specializzato, in caso di urgenze, anche remotamente in reperibilità.

Tele-analisi, tele-diagnosi, tele-monitoraggio e tele-soccorso avvengono con strumenti di comunicazione multicanale.

La multicanalità degli strumenti di comunicazione oggi disponibili, con la loro vasta penetrazione anche tra la popolazione in età avanzata, e la altrettanto diffusa presenza di “sensori” che possono comunicare in  autonomia, permettono di ottimizzare tutti quei processi legati alla assistenza.

Grazie, quindi, a app, chat, sms, telefono, video contact center, ecc. la medicina da “medicina di attesa” diventa medicina proattiva, in cui la valutazione di eventuali criticità è comunque immediata, anche se avviene da remoto.

Tecnologie per la telemedicina: le evoluzioni possibili

la telemedicina è una parte innovativa della medicina comunemente definita e offre una modalità di somministrazione di quest’ultima valida e sicura”, dice il prof. Polvani.

“Potremmo riassumere in una espressione questa nuova branca: la telemedicina permette di effettuare la giusta cura, nel posto giusto, nel momento giusto. In altri termini: corretto trattamento, con la tempistica giusta là dove il paziente vive (il proprio domicilio). Questa non è una visione utopistica della medicina, bensì è quello che la medicina dovrà fare per affrontare una sanità completamente differente da quella vissuta e soprattutto su una popolazione differente da quella fino ad ora trattata”.

Quindi un monitoraggio di dati clinici maggiormente esteso, con connessione a qualunque device il paziente possa avere, con una connessione in video contact center di “uno a uno” o “uno a molti”: per esempio per fare riabilitazione via video con il trainer che può seguire, contemporaneamente, un ampio numero di pazienti.

Insomma la componente tecnologica e il cambiamento di paradigmi, garantiscono il legame continuo medico/paziente, con benefici qualitativi e psicologici indubbi: il paziente si sente seguito e curato dalla struttura medica ospedaliera direttamente a casa sua, tra l’affetto dei propri cari.

Telemedicina in multicanalità: ulteriori vantaggi

In aggiunta al principale vantaggio sopra indicato e alla contestuale riduzione dei costi, la continuità assistenziale instaurata attraverso la Telemedicina permette di:

  • motivare il paziente con scompenso cardiaco di grado moderato-severo ad intraprendere un percorso che, nonostante le difficoltà iniziali di apprendimento, viene percepito come fondamentale per la gestione del  proprio stato di salute;
  • assicurare la sorveglianza del paziente a domicilio con interventi rapidi e mirati da parte dell’equipe specialistica;
  • garantire una comunicazione paziente /personale specializzato h 24, 7 giorni su 7, via app, chat, video call, voce.

Dall’organizzazione ospedalocentrica alla telesalute.

Per affrontare i numeri della cronicità e costi che si devono sempre più contrarre bisogna spostare il baricentro da un’organizzazione ospedalocentrica ad una organizzazione che privilegi il monitoraggio remotizzato e il teleconsulto. La risposta al bisogno del paziente cronico, quindi, non è di tipo strutturale ma organizzativo.

Serve un modello in grado di governare il percorso clinico del paziente e coordinare, mettendole in connessione, diverse strutture e figure professionali per migliorare la presa in carico del paziente, l’appropriatezza delle prestazioni, la personalizzazione della cura.
Il tutto coadiuvato da un utilizzo esteso di tecnologie della comunicazione fra paziente e operatori sanitari, favorendo la continuità assistenziale, l’intensificazione del follow-up e il coinvolgimento attivo del paziente e dei suoi familiari.

Il popolo dei malati cronici in Italia è in forte crescita ed è proporzionale all’aumento degli anziani. La tecnologia e la comunicazione multicanale, applicati alla sanità possono abbattere i costi e garantire servizi elevati.

Menzione speciale al Premio Connected Care di Forum PA Salute 2019.

In occasione del ForumPA Salute 2019, il progetto di telemedicina del Monzino ha ottenuto la menzione speciale come caso d’eccellenza nell’ambito del premio Connected Care.

La dottoressa Alfreda Calligaris, medico cardiologo del Monzino – in una nota ha spiegato che “il sistema permette al personale sanitario di osservare i tracciati in tempo reale, confrontarli con lo storico, valutare e gestire le priorità. Il paziente, al proprio domicilio, è parte attiva del processo.

Ognuno infatti possiede un’App che non solo facilita la comunicazione con il personale sanitario, ma è anche uno strumento proattivo: effettua memo per l’assunzione dei farmaci e per la misurazione dei parametri vitali, pone domande ai pazienti tramite brevi questionari, raccoglie informazioni e segnala anomalie nei tracciati, avvisando in tempo reale la Centrale di telemedicina in ospedale.

I vantaggi sono molteplici: il monitoraggio costante dei valori clinici permette di prevenire le acuzie e ridurre le ri-ospedalizzazioni, con benefici anche in termini di efficienza e qualità del servizio; al tempo stesso i pazienti si sentono assistiti, garantiti e al sicuro anche a casa”.

L’app, attualmente, è in fase di rilascio finale.
Per maggiori dettagli, leggi il Comunicato stampa rilasciato dal Centro Cardiologico Monzino il 18 novembre 2019.