e-Health e Telemedicina per gestire i malati cronici in CReG.


Il caso del Centro Cardiologico Monzino.

Il popolo dei malati cronici in Italia è in forte crescita ed è proporzionale all’aumento degli anziani. La tecnologia e la comunicazione multicanale, applicati alla sanità possono abbattere i costi e garantire servizi elevati.

 

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(1) Istat: Annuario statistico italiano 2013, cap. 3 Sanità e salute / (2) AboutPharma: Libro bianco sul dolore cronico, MIlano 2014

 

Nell’ambito di una nostra recente collaborazione con il Centro Cardiologico Monzino di Milano abbiamo conosciuto una realtà che in questo settore è davvero un’eccellenza. Uno dei pionieri che ha sperimentato l’utilizzo di tecnologie atte a monitorare a distanza e comunicare con l’assistito, infatti, è il prof. Gianluca Polvani, responsabile di telemedicina cardiovascolare del Centro, il quale ha istituito una centrale operativa, attiva h24, che ha permesso di ridurre:

  • dell’80% l’accesso al pronto soccorso dei propri assistiti
  • del 30% la durata di ospedalizzazione

confermando che i pazienti gestiti in CReG (Chronic Related Group), nello specifico pazienti cardiopatici, riducono gli accessi in PS e i ricoveri, limitando, quindi, il numero di prestazioni inappropriate.

Nello specifico il prof. Polvani dichiara che “le modalità di gestione del paziente al domicilio, coadiuvate dai differenti device in uso in telemedicina, ci hanno permesso di gestire a domicilio il 91% dei pazienti con complicanze non cardiache e il 74% di quelli con complicanze cardiache. Questa ottima gestione da remoto ha determinato un tasso di reospedalizzazione inferiore al 10% dell’intera popolazione trattata”.

Il reparto di telemedicina è strutturato con un contact center h24 con personale specializzato che riceve richieste di informazioni, fornisce informazioni, aiuta a far rispettare il piano di cura da parte del paziente, ricorda i controlli indicati dal medico curante, effettua attività di monitoraggio in ECG con visualizzazione dello stesso via internet, effettua tele-consulto in connessione video con un qualsiasi dispositivo con telecamera (PC, tablet, smartphone, ecc.), tutto questo utilizzando una infrastruttura VoIP che permette di rintracciare il personale specializzato, in caso di urgenze, anche remotamente in reperibilità.

 

L’evoluzione: tele-analisi, tele-diagnosi, tele-monitoraggio e tele-soccorso con strumenti di comunicazione multicanale

La multicanalità degli strumenti di comunicazione oggi in commercio, con la loro vasta penetrazione anche tra la popolazione in età avanzata, e la altrettanto diffusa presenza di “sensori” che possono comunicare in  autonomia, permettono di ottimizzare tutti quei processi legati alla assistenza. Grazie, quindi, a app, chat, sms, voce, video contact center, ecc. la medicina da “medicina di attesa” passa a medicina proattiva, in cui la valutazione di eventuali criticità è immediata , potendosi basare su tele-analisi, tele-diagnosi, tele-monitoraggio, tele-soccorso e tele-assistenza.

Proprio sulla base di queste tecnologie l’evoluzione che il prof. Polvani immagina viene così efficacemente descritta:

la telemedicina è una parte innovativa della medicina comunemente definita e offre una modalità di somministrazione di quest’ultima valida e sicura. Potremmo riassumere in una espressione questa nuova branca: la telemedicina permette di effettuare la giusta cura, nel posto giusto, nel momento giusto. In altri termini : corretto trattamento, con la tempistica giusta la dove il paziente vive (il proprio domicilio). Questa non è una visione utopistica della medicina, bensì è quello che la medicina dovrà fare per affrontare una sanità completamente differente da quella vissuta e soprattutto su una popolazione differente da quella fino ad ora trattata”.

Quindi un monitoraggio di dati clinici maggiormente esteso, con connessione a qualunque device il paziente possa avere, con una connessione in video contact center di “uno a uno” o “uno a molti”: per esempio per fare riabilitazione via video con il trainer che può seguire, contemporaneamente, un ampio numero di pazienti.

Insomma la componente tecnologica e il cambiamento di paradigmi, garantiscono – senza soluzione di continuità – il legame medico / paziente, con benefici qualitativi e psicologici indubbi: il paziente si sente seguito e curato dalla struttura medica ospedaliera direttamente a casa sua, tra l’affetto dei propri cari.

I vantaggi:

In aggiunta al principale vantaggio sopra indicato e alla contestuale riduzione dei costi, la continuità assistenziale instaurata attraverso la Telemedicina:

  • motiva il paziente con scompenso cardiaco di grado moderato-severo ad intraprendere un percorso che, nonostante le difficoltà iniziali di apprendimento, viene percepito come fondamentale per la gestione del  proprio stato di salute;
  • permette una sorveglianza assidua del paziente a domicilio con interventi rapidi e mirati da parte dell’equipe specialistica;
  • garantisce un Filo Diretto paziente /personale specializzato h 24, 7 giorni su 7, via app, chat, video call, voce.

 

Dall’organizzazione ospedalocentrica al monitoraggio remotizzato e il teleconsulto.

Per affrontare i numeri della cronicità e costi che si devono sempre più contrarre bisogna spostare il baricentro da un’organizzazione ospedalocentrica ad una organizzazione che privilegi il monitoraggio remotizzato e il teleconsulto. La risposta al bisogno del paziente cronico, quindi, non è di tipo strutturale ma organizzativo.

Serve un modello in grado di governare il percorso clinico del paziente e coordinare, mettendole in connessione, diverse strutture e figure professionali per migliorare la presa in carico del paziente, l’appropriatezza delle prestazioni, la personalizzazione della cura.
Il tutto coadiuvato da un utilizzo esteso di tecnologie della comunicazione fra paziente e operatori sanitari, favorendo la continuità assistenziale, l’intensificazione del follow-up e il coinvolgimento attivo del paziente e dei suoi familiari.